MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

Stampa

Medicine man

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

I don't think of myself as a jazz musician but a medicine man. 

Abdullah Ibrahim

Ieri sera nella terza serata del Festival Jazz di Lecco Arrigo Cappelletti ed il suo trio hanno riproposto questa struggente e magnifica Blue Bolero. Un tema che non ricordavo, una musicoterapia di sicuro successo, provate ad ascoltare...

Stampa

Tagli, ritagli, frattaglie

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Prima gli italiani

Il jazz parlò dunque italiano fin dall’inizio, grazie al mix tra la nostra musica per banda e la musica africaneggiante dei neri, gli africani deportati negli Stati Uniti e schiavizzati, che cantavano per alleggerire il loro lavoro. Oggi che tanti chiamano “negri” i neri e distinguono sempre “casa” loro e “casa” nostra, è utile riscoprire che il melting pot c’è sempre stato, e che nella nostra unica “casa” che è il mondo abbiamo perfino inventato insieme la musica del Novecento
 
Fonte: http://www.cittadellaspezia.com/Luci-della-citta/Il-Festival-del-jazz-aspettando-Keith-238363.aspx
 
Puri per caso ?
 
Ritorno al passato di Umbria Jazz, calo di presenze: "Adesso si punta su edizioni pure"
„È stata descritta come un'edizione pura quella di quest'anno. Pura come negli ultimi anni la nota kermesse perugina non era più stata. A sfilare sono stati i grandi i nomi. Un cambio di rotta che ha allontanato la manifestazione di patron Pagnotta da un commerciale che richiamava un pubblico ben lontano dalle volontà iniziali. Non è un caso quindi che abbiano deciso di puntare su Wayne Sharter. In tutto 2300 gli spettatori accorsi all'Arena Santa Giuliana per vedere la grande stella suonare. Una piccola confessione a margine però c'è stata: "Doveva venire Sting, ma a fine luglio era impossibile inserirlo nel programma".“
 
Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/eventi/umbria-jazz-2017-conferenza-stampa-bilancio.html
 
Parole, parole, parole
 
Ritorno al passato di Umbria Jazz, calo di presenze: "Adesso si punta su edizioni pure"
„Tante le sedie vuote in altre serate. Perché, diciamolo pure, il jazz è un genere di nicchia. Per pochi cultori che conoscono il genere. Ma per Pagnotta “è giunto il momento di cambiare. Di dare al festival una fase nuova”. Di tornare, quindi, al passato“
 
Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/eventi/umbria-jazz-2017-conferenza-stampa-bilancio.html
 
Jazzisti - leninisti ?
 
MONTREUX - Bus vandalizzati, lancio di bottiglie e pietre contro i poliziotti, strade bloccate: l’atmosfera nelle strade di Montreux questa notte ha ricordato vagamente quanto accaduto in occasione del G20. Secondo molti testimoni - che hanno trasmesso i video a 20 minutes - la manifestazione contro le forze dell’ordine è stata molto violenta. 
 
Stando alle prime informazioni, una rissa tra giovani sarebbe sfociata nel caos generale. La serata del festival sarebbe stato solo un pretesto per alcuni individui - estranei alla manifestazione - che si sarebbero scagliati contro la polizia. 
 
Fonte: http://www.tio.ch/News/Svizzera/Cronaca/1155234/Serata-di-scontri-all-ultima-del-Montreux-Jazz-Festival/
 
Questione di calibro
 
Un cartellone ‘squilibrato’, per chi si era abituato a vedere a Perugia personaggi pop del calibro di Lady Gaga, che invece “quest’anno ha privilegiato il jazz.
 
Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-17-meno-10mila-biglietti-venduti-pagnotta-allattacco-no-paragone-2-mondi-spoleto/406777/
 
Vaneggiamenti
 
Per quanto riguarda il pubblico pagante, “c’è stata una leggera flessione. Lo sapevamo perché abbiamo preferito il jazz, che ha registrato un calo anche in altri festival a livello internazionale”.
 
Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-17-meno-10mila-biglietti-venduti-pagnotta-allattacco-no-paragone-2-mondi-spoleto/406777/
 
Finezze
 
 Il pubblico di Umbria Jazz solo per una sera supera tutto il pubblico del Festival di Spoleto. Non mi fate la domanda sulla sovrapposizione delle date, perché me l’hanno fatta per tanti anni. Mi permettete una battuta alla Pagnotta? Le date di Umbria Jazz son quelle fisse tutti gli anni. Quelle del Festival di Spoleto sono elastiche come la pelle dei cojoni, così non va bene!”.
 
Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-17-meno-10mila-biglietti-venduti-pagnotta-allattacco-no-paragone-2-mondi-spoleto/406777/
 
Fenomeni
 
Un dato su cui Umbria Jazz tiene poi a puntare è che “anche in assenza di un “fenomeno Mika” UJ si conferma evento social. 
Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-17-meno-10mila-biglietti-venduti-pagnotta-allattacco-no-paragone-2-mondi-spoleto/406777/
 
Impedito a chi ?
 
Umbria Jazz, il passato è presente: i Beach Boys rivivono sul palco del Santa Giuliana
„Brian Wilson non surferà più, ma di certo sa come far battere le mani al ritmo della sua musica. I colpi di tosse, conditi da una raucedine maligna, passano in secondo piano, davanti a una musica che fa letteralmente muovere i piedi, anche alla categoria degli impediti.“
 
Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/eventi/umbria-jazz-15-luglio-2017-beach-boys-brian-wilson.html
 
Nostalgia canaglia
 
Umbria Jazz, il passato è presente: i Beach Boys rivivono sul palco del Santa Giuliana
„La verità, come in molti casi è solo una, Brian Wilson (superstite del gruppo) ti lascia la voglia di ballare un lento a “Il tempo delle mele” e di rivedere un moltitudine di volte “Senti chi parla”.“
 
Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/eventi/umbria-jazz-15-luglio-2017-beach-boys-brian-wilson.html
 
Eventi dell'anno
 
Una serata ventosa, quella di sabato a Umbria Jazz: spettatori paganti e non, non si sono di certo fatti intimorire però dalla frescura improvvisa abbattutasi sul capoluogo umbro, accorrendo all’Arena Santa Giuliana per, diciamo, l’evento di punta di quest’anno
Brian Wilson, che oggi, all’età di 75 anni, si presenta sul palco quasi sorretto dal suo accompagnatore e che durante la performance non sembra partecipare del tutto allo spettacolo (guarda l’orologio un paio di volte, canta, ma suona la sua tastiera davvero poco). 
 
Fonte: http://tuttoggi.info/brian-wilson-umbria-jazz-larena-balla-ricordando-gli-anni-60/406642/
 
Piagnistei
 
«Nel complesso il bilancio artistico è molto positivo – dice Pagnotta – si è scritto poco di certe produzioni originali, come Fresu e Ryan Truesdell, ma ne siamo molto orgogliosi. La Tenco Night è una nostra produzione. Chi era al concerto dei pianisti al Pavone ha visto gente piangere. 
 
Fonte: http://www.umbriaon.it/perugia-umbria-jazz-calo-invenzione-dei-media-pagnotta/
Stampa

I motivi di un declino

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Iniziamo con le dolenti note, Umbria Jazz. Un festival che ha smarrito la sua anima mostrando al contempo una facciata stanca, un po’ boriosa, altezzosa e che comincia a mostrare i segni, vistosi, del tempo. Rughe. UJ è sicuramente l’evento più importante di questa regione insieme al Festival di Spoleto.

Marchi che danno lustro all’Umbria in tutto il mondo. Però qualcosa si è inceppato nel caso del festival del jazz. I problemi si trascinano da anni e in questo 2017 sono esplosi in tutta la loro potenza. Le ragioni del declino sono numerose e vi assicuro che a poco serve tirare in ballo l’assurda gestione della sicurezza che quest’anno ha trasformato il centro di Perugia in una zona militarizzata. Le note stonate sono altre, ben radicate e non facilmente estirpabili.

I soli 1.700 spettatori per i Kraftwerk, i 6–700 per Enrico Rava e gli altri “flop” del Santa Giuliana ne sono la testimonianza diretta, così come i concerti “minori” che hanno registrato pochi, pochissimi spettatori. Il jazz non piace più? No, no, piace eccome. Altrove le cose vanno bene. Il motivo della caduta, allora? L’evoluzione, mancata. Umbria Jazz è rimasta ferma a 15 anni fa, c’è poco da fare.

Da anni si trascinano gli stessi nomi, ci sono jazzisti enormi che, dopo la decima volta che arrivano a Perugia, diventano evidentemente noiosi anche per il pubblico incallito. Ci sono mondi del jazz inesplorati che UJ non vuole riconoscere, non riesce far conoscere e che, invece, sono la nuova linfa di questo genere, sono il futuro. Ecco, il problema principale è questo: UJ non segna più la temperatura del genere. Umbria Jazz pensa che il jazz sia quello di anni e anni fa, mentre oggi c’è tutto un mondo che reclama spazio e che troverebbe in UJ la sua casa.

Penso alla scena scandinava che negli ultimi anni ha sfornato talenti enormi e che solo raramente sono passati di qua. C’è poi una scena legata al mondo dell’elettronica (avete presente gente come Flying Lotus o Thundercat?) che è assolutamente imparentata col jazz e che UJ ignora o ha provato ad assaggiare nel recente passato in maniera poco convinta.

Insomma, c’è un mondo musicale che è andato avanti e che UJ non vuole vedere quando fino a qualche anno fa era proprio il festival umbro a dettare la linea di quello che era “cool” e che solo a Perugia si poteva ascoltare. La faccio breve: o UJ si scrolla di dosso la polvere e un po’ di spocchia, oppure le cose sono destinate a peggiorare. Anche perché c’è un altro elemento che deve far riflettere: il notevole aumento dell’offerta di eventi e rassegne che non hanno niente da invidiare a UJ, anzi, spesso sono pure meglio.

Fonte: http://www.rgunotizie.it/articoli/cultura/dancity-vs-umbria-jazz-le-ragioni-una-rinascita-motivi-un-declino

Spesso su queste pagine web ho espresso gli stessi concetti dell'autore dell'articolo. A volte in modo diretto e a volte in modo ironico, ma sicuramente non occorre essere dei premi Nobel per capire e vedere il disfacimento di quello che era un festival tra i migliori in assoluto.

Finalmente anche in Umbria, la testata si chiama Radiogenteumbra , si prende atto della amara realtà e si comincia a dirlo apertamente. Di sicuro non condivido i nomi che l'autore cita per risollevare le sorti di Umbria Jazz, non mi pare che siano all'altezza del compito. Credo invece che una iniezione di talenti che a Perugia non si sono mai visti o mancano da anni sia indispensabile.

Non credo sia il caso di sciorinare un elenco compiuto, ognuno potrebbe fare il suo, rimane incontestabile che coloro che da anni rappresentano la parte più viva della nostra musica in Umbria non vengono invitati. Avete presente, cito a caso e a memoria, Rob Mazurek, Vijay Iyer, Henry Threadgill, Craig Taborn, JD Allen ? Superfluo e lampante affermare che rappresenterebbero la musica jazz meglio dei Kraftwerk o del tributo a Battisti (sigh !) o dei tanti nomi che si dimenticano già mentre suonano.

Speriamo che la dirigenza di Umbria Jazz dia un colpo di coda. Diversamente il destino è segnato e irreversibile. E chissà se anche il magazine nazionale si deciderà a dire la sua e a non mettere la testa sotto la sabbia per convenienza...

 

Stampa

Straparlando di Coltrane

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Coltrane è già inchiattito, con una piega di ciccia che gli spunta dal colletto bianco, e gli occhi non strabuzzano nemmeno troppo dalle orbite. Sudano molto tutti. Si scambiano sguardi.

Garrison spinge il suo walking bass in movenze da trombone su armonie allargate. Jones fa quello che farebbe qualsiasi percussionista di schietta cultura africana: mantiene la scansione mentre stravolge il metro, anticipando e dilatando gli accenti. È la poliritmia, nella quale il tempo è un po’ numero del movimento e un po’ distentio animi, un po’ Aristotile e un po’ Sant’Agostino. Tyner schiva armonie tonali e intervalli di terza come si eviterebbe una cacca di cane in istrada e risolve tutto con intervalli sospesi e armonia modale. 

Bruno Giurato

Calabrese, studi di filosofia, un passato e un po' un presente da musicista. Ha scritto per Il Foglio, Lettera43, Il Giornale. A Linkiesta dal dicembre 2015

Fonte: http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/15/come-fare-a-pezzi-john-coltrane-in-tre-semplici-mosse-e-vivere-felici/34930/

Domani saranno 50 anni dalla scomparsa di Coltrane. Un ricordo discutibile e a mio parere francamente brutto è questo, scritto da Giurato, giornalista che per la prima volta scrive di jazz. E speriamo sia l'ultima.

Stampa

Il confine del buon gusto

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

«In tutti i festival jazz in ogni parte del mondo la contaminazione è oramai di casa,  – spiega il direttore artistico Renato Moscone – questo vale per Montreux Jazz Festival come per Umbria Jazz che non propongono certo solo jazz per puristi. A Umbria Jazz hanno suonato Elton John, Lady Gaga e Massimo Ranieri. Il 22 luglio proprio Massimo Ranieri sarà protagonista di uno spettacolo/evento dove il suo repertorio e la grande canzone napoletana vengono rivisitati in chiave jazz, Non è un caso se nel . nostro logo c’è scritto “jazz and more”, perché è sempre più difficile tracciare confini precisi”

Fonte: http://www.nuovasocieta.it/luci-della-ribalta/da-yann-tiersen-a-vinicio-capossela-al-via-monfortinjazz/

Nessun appassionato sano di mente si sognerebbe di tracciare confini, tanto questi sono mutevoli e soggetti ai gusti e alle evoluzioni dei tempi.C'è però un confine ben preciso che credo stia a cuore a tutti i jazzfans ed è quello del buon gusto. A Monfortinjazz, parere di chi conta come il due di picche quando la briscola è quadri, mi sembra che più del buon gusto ci si preoccupi del botteghino.... 

Stampa

L'arte ed il peggio che non ha mai fine

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 
L'arte è una missione, se non si è chiamati è meglio non farla.
(Giò ‎Pomodoro)‬
 
Giulia Mazzoni in un solo piano a Venezia Eventi a Venezia
„Nuovo piano solo per Venezia Jazz Festival. Lunedì 17 luglio, alle 20, al Conservatorio Benedetto Marcello va in scena Giulia Mazzoni, sicuramente una delle più promettenti pianiste del panorama italiano, in tour con il suo ultimo disco “Room 2401”, pubblicato da Sony Music.“

Potrebbe interessarti: http://www.veneziatoday.it/eventi/giulia-mazzoni-venezia-jazz-festival-17-luglio-2017.html

La mia opinione è tutta nella citazione, come appassionato di jazz trovo profondamente offensivo invitare simile "artista" ad un Jazz Festival. Ma oramai sono vaccinato al peggio, che, come tutti sanno , non ha mai fine.....
Stampa

A proposito di jazz...

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

MONTREUX (VD) - Circa 230'000 persone hanno assistito ai concerti organizzati nel quadro della 51ma edizione del Montreux Jazz Festival, che chiuderà i battenti questa sera. Gli organizzatori sono soddisfatti.

Fra le esibizioni che hanno marcato l'evento musicale, protrattosi per due settimane, il Festival cita Tom Jones, Grace Jones, Royal Blood, London Grammar, Lauryn Hill, Solange e Erykah Badu. Particolare emozione hanno pure destato i concerti di ieri sera di Ibrahim Maalouf, Tinariwen e Michael Kiwanuka.

Il pubblico e gli artisti hanno particolarmente apprezzato le innovazioni dell'edizione 2017, quali ad esempio i concerti "extra muros" al castello di Chillon o lo spazio supplementare di 150 metri ricavato lungo il lago allo scopo di rendere gli spostamenti della folla più fluidi.

I biglietti venduti sono stati circa 90'000, riferiscono gli organizzatori in un comunicato. Gli "eccellenti" introiti registrati nel settore della ristorazione permetteranno verosimilmente di equilibrare i conti di un'edizione marcata da "condizioni meteorologiche variabili".

Fonte: http://www.tio.ch/News/Svizzera/Attualita/1155104/230-000-spettatori-al-Montreux-Jazz-Festival/

Notevole, un festival jazz senza.....jazz. un pò come organizzare una sagra della pizza ma senza pomodoro e mozzarella !

Stampa

Giovani critici crescono

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 
Come ogni anno il fiorire di festival e di concerti jazz da la stura a recensioni improbabili, verrebbe da dire "improvvisate" per rimanere in sintonia con la nostra musica. Io cerco di cogliere il lato fantasioso degli scritti con sguardo ironico ma anche con comprensione verso gli autori, dai quali spesso trabocca autentica passione anche se non accompagnata da adeguata preparazione.
 
L'ambasciatore italiano
 
Spiagge Soul 2017: l'anteprima a Ravenna con il sax di Gianni Vancini radicchio rosso Eventi a Ravenna
„Il sassofonista Gianni Vancini può essere considerato l’ambasciatore italiano dello Smooth Jazz nel mondo. Ha studiato con grandi maestri come Eric Marienthal e Bob Franceschini e si è esibito a Pavarotti&Friends, Domenica In, Scalo 76 e in molte trasmissioni televisive, oltre che sui palchi di tutto il mondo al fianco di artisti come Tozzi, Mingardi, Dalla, Ruggeri, Morandi e tanti altri.“
 
Potrebbe interessarti: http://www.ravennatoday.it/eventi/spiagge-soul--2017-l-anteprima-a-ravenna-con-il-sax-di-gianni-vancini-radicchio-rosso-concerti.html
 
Scelte soft per pubblico esigente
 
Umbria Jazz, quel magico incontro tra il Giappone e l'anima latina al Santa Giuliana
„Siamo alla quinta giornata di questa straordinaria edizione di Umbria Jazz che quest’anno ha prediletto un ritmo meno “frenetico”, di solito riservato ai celebri nomi mondiali pop, per accostarsi a una scelta soft incline a un pubblico esigente. Ma senza tralasciare la sua vocazione alle molteplicità dei generi musicali.“
 
Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/eventi/umbria-jazz-2017-hiromi-castaneda-12-luglio-2017.html
 
Una rondine non fa primavera
 
Abbiamo sempre avuto il dubbio se Hiromi Uehara fosse più famosa per come suona il pianoforte o per la sua inossidabile capigliatura a nido di rondine. Ci sfugge se nel frattempo tra le pieghe del nido sia nato qualche rondone.
Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-torna-hiromi-nido-rondine-duo-sfrenato-larpista-castaneda/406115/
Amanti
Umbria Jazz, quel magico incontro tra il Giappone e l'anima latina al Santa Giuliana
„Jazz, sì. Ma con armonie che non ti aspetti. Perché questa volta a fare da padroni alla scena sono due talenti indiscussi nel panorama musicale che riescono a fondersi come due amanti di lunga data in una torrida sera d’estate.“
 
Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/eventi/umbria-jazz-2017-hiromi-castaneda-12-luglio-2017.html
 
Parlare di terremoti in Umbria
 
Di Hiromi è ormai nota una certa intemperanza di natura molto più che fisica nei confronti della tastiera. Con una capacità tecnica esecutiva a metà tra il mostruoso e il sublime, memore del sodalizio artistico con il mentore Chick Corea (hanno suonato anche a UJ), Hiromi Uehara usa indistintamente con la stessa velocità tecnica sia la mano sinistra che quella destra. Una capacità che le consente un lirismo affascinante, ma anche la possibilità di terremotare il pianoforte a piacimento
Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-torna-hiromi-nido-rondine-duo-sfrenato-larpista-castaneda/406115/
 
Idee chiare 
 
Umbria Jazz, quel magico incontro tra il Giappone e l'anima latina al Santa Giuliana
„Cara al jazz fusion di “coreana” memoria, sa fondere jazz e free jazz tradizionale con elettronica e sonorità orientali, sua più grande peculiarità. “
 
Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/eventi/umbria-jazz-2017-hiromi-castaneda-12-luglio-2017.html
 
Mangiatori di strumenti
 
Una serata quella di ieri sera in cui la platea, ahinoi ancora una volta miserina (forse poco più di 800 persone), si è entusiasmata ai vertiginosi giri armonici e agli assoli dei due artisti. Un continuo botta e risposta in cui a turno sia Hiromi che Castaneda hanno più volte dato l’impressione di volersi mangiare un pezzo dello strumento.
 
Usain Bolt
 
Se Hiromi non fa altro che alzarsi e sobbalzare a tempo sul sedile del suo pianoforte calando sulla tastiera accordi devastanti con ampi gesti scenografici e progressioni alla Usain Bolt, Castaneda non fa certo rimpiangere gli arpisti elettro-acustici della prima ora come potevano essere, per un brevissimo periodo, Alan Stivell o successivamente il pioniere della new age Andreas Vollenweider. Castaneda è dotato di una velocità strabiliante e al tempo stesso capace di produrre un suono chiaro e niente affatto banale.
Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-torna-hiromi-nido-rondine-duo-sfrenato-larpista-castaneda/406115/
 
Sigh !
 
Locomotive Jazz Festival , al via la dodicesima edizione con Noa, Zampaglione e Finardi
 
Fonte: http://www.corrieresalentino.it/2017/07/locomotive-jazz-festival-al-via-la-dodicesima-edizione-con-noa-zampaglione-e-finardi/