MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Sagra del Cinghiale Ticinese

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Se a Venezia esagerano con il vino a Lugano si sospetta l'utilizzo di droghe pesanti. E' l'amara constatazione di un appassionato dopo aver letto i nomi dell'Estival Jazz. Vorremo dei direttori artistici possibilmente sani di mente, che conoscano la materia che trattano e che, particolare non indifferente, abbiano rispetto per il pubblico del jazz. C'è una alternativa, naturalmente: cambiare nome. Se fosse, ad esempio, Estival Music non avrei niente da eccepire, ma potrebbe andar bene anche Esti(cazzi)val o Sagra del Cinghiale Ticinese, basta essere chiari e non sparare cazzate (riminiscenza gucciniana).

Come queste: Kinga Glik Trio, Raphael Gualazzi, Mookomba, Judith Emeline, Notte New Trolls, Nubiyan Twist, No Smoking Orchestra, La Mambanegra, Bombino (ah....è con la B !), Jimmy Dludlu, Vinicio Capossela, Orchestra di Piazza Vittorio. Segnalati estranei come File Under Zawinul e Mike Stern/Randu Brecker Band.

http://www.estivaljazz.ch/interna_e.asp?idarticolo=22824&img=2003&menuon=programma&programma=date

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Tristezza per favore va via

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«Con ogni probabilità festival e direzioni artistiche come quelli a cui mi sono sempre ispirato, sono oggi anacronistici. Sempre più spesso i festival vengono disegnati e realizzati da agenzie, da alcuni operatori generici che non vivono la "passione" per ciò che andranno a costruire, e da emissari di una certa politica che fanno bollire in un gran pentolone tutta la cultura senza curarne quelle differenze che costituiscono ricchezza. Un festival, a mio avviso, dovrebbe ancora oggi avere una sua anima, al contrario ci si proietta sempre di più verso l’oggetto fatto in serie.»

Roberto Ottaviano, dalla lettera di dimissioni da direttore artistico di Bari in Jazz

X edizione

Venerdì 30 giugno, ore 21.30. Parco di Villa Pisani – Stra (Ve)

Paolo Conte 

Venerdì 7 luglio, ore 21.30. Parco di Villa Pisani – Stra (Ve)

Marco Paolini – “Il Milione, quaderno veneziano”

Sabato 8 luglio, ore 21.30. Parco di Villa Pisani – Stra (Ve)

Carmen Consoli

Mercoledì 19 luglio, ore 20. Teatro La Fenice – Venezia

“An evening with Yann Tiersen  – solo in concert” 

Venerdì 21 luglio, ore 21.30. Parco di Villa Pisani – Stra (Ve)

Jack Savoretti “Sleep No More”

Venerdì 28 luglio, ore 21.30. Teatro Goldoni – Venezia

Stefano Bollani piano solo

Sabato 29 luglio, ore 21.30. Teatro Goldoni – Venezia

Huun Huur Tu

Il Venezia Jazz presenta un programma stupefacente: non discuto i singoli nomi ma o il nome del festival è sbagliato o a furia di "ombrine" a Venezia hanno bevuto anche il cervello. Di tutti gli appuntamenti che leggete uno solo ha parentele con la musica jazz. Si, ma solo per la prima parte del concerto, poi Bollani farà le imitazioni di Conte e Battiato ed il pubblico rincaserà divertito, convinto di aver ascoltato "gez" e stupito per le nuovissime ed originali gag bollaniane.

Tristezza per favore va via.....come cantava Ornella, altra solida esponente del "gez" nostrano... 

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Battiti di questa notte

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Una notte di lirismo e di suoni morbidi con le riletture evansiane del quartetto di Paul McCandlessJohn TaylorPierluigi Balducci Music eMichele Rabbia, nelle ispirazioni sinestetiche della musica di Skrjabin, di Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, nella riattualizzazione dell’antico folklore britannico del trio Quercus, nel sassofono diMaurizio Giammarco con il trio di Renato Strukelj e nel ritratto crepuscolare di Praga nel disco di debutto del Muh Trio (nella foto) che vede al pianoforte Roberto Magris


Fonte: Radiotre
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Locali mistici

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Quando Carla Bley inizia a lavorare, diciassettenne, come cigarette girl al Birdland, il locale di New York era come una chiesa, ricorda, più che ascoltare jazz si pregava. Ora, dopo aver attraversato, spesso da protagonista, gran parte della storia del jazz del novecento, a più di ottant'anni è una donna elegante e discreta, almeno sul palco, che suona con lo stesso raccoglimento con cui si dovrebbe pregare.

Fonte: http://www.piacenzasera.it/app/docum79501ent-detail.jsp;?id_prodotto=

Ed ecco finalmente sfatato il luogo comune che vuole il jazzista un emarginato, meglio se tossico, sicuramente alcolista e sessuomane, certamente inaffidabile e anche maledetto. Invece al Birdland "si pregava" !  Osanna, om namah shivaya , allah u akbar, shalom !

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Duke

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Wikiradio del 24 maggio ha proposto sulle frequenze di Radiotre una puntata dedicata a Duke Ellington raccontato da Stefano Zenni. Ecco il link per ascoltare la puntata :

http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-9d14f9d3-8543-49fc-b6c5-58b74b6353e6.html

La strada bagnata brillava come argento nel sole di mezzogiorno. Il cielo era terso, eccetto che per una pallida macchia di luna. Durante l'ultimo tratto di viaggio Harry aveva cominciato a sospettare che l'auto non funzionasse bene. Guardò l'indicatore della benzina e si accorse con sorpresa che puntava già verso lo zero. Si fermò alla prima stazione di servizio. Un cane abbaiava, un cartello arrugginito della Coca-Cola cigolava nella brezza. Un benzinaio magrissimo dai denti malconci, con in testa un berretto da baseball, si trascinò verso le pompe. Sembrava che il naso gli fosse stato rosicchiato da vent'anni di zanzare. Fece il pieno con un sorriso fisso e domandò a Harry se l'uomo in macchina fosse veramente chi pensava lui. Harry annuì e Duke scese dall'auto, strinse le dita scarne del benzinaio e vide la felicità diffondersi su quella faccia come l'alba su una città rasa al suolo. Harry gli disse che la macchina non andava, e l'uomo si chinò sul cofano aperto, lasciando cadere della cenere di sigaretta nel motore. Duke si considerava il miglior navigatore al mondo, ma di meccanica non capiva niente. La cosa migliore che potesse fare era starsene lì, mostrandosi interessato, mentre qualcun altro lavorava. Intanto guardava Harry scrutare preoccupato da sopra le spalle del benzinaio, che strattonò qualche tubo, diede una ripulita qua e là, controllò le candele e l'olio, e infine grugnì soddisfatto prima di sbattere giù il cofano e buttar via il mozzicone di sigaretta.

- Devono averle messo qualche schifezza l'ultima volta che ha fatto il pieno, Duke - concluse, asciugandosi la fronte con il dorso della mano. - Il carburatore è a posto, l'olio pure: quest'auto non ha bisogno di niente. Ha solo bisogno della strada.

Harry gli sorrise, sollevato e orgoglioso della sua macchina come di un figlio.

Risalitoci sopra, suonò il clacson e Duke salutò con la mano mentre si rimettevano in autostrada.

- Torni quando vuole, Duke - gridò l'uomo - quando vuole.

GEOFF DYER, NATURA MORTA CON CUSTODIA DI SAX

 

 

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Finiti i soldi di Roma ladrona

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Sono le ultime ore di trasmissione in fm per Radio Padania Libera. Poi l’emittente della Lega Nord, dopo vent’anni di vita, sparirà per sempre dall’etere. 

Nel grande edificio, ormai disabitato di via Bellerio 41 a Milano, sede della Lega Nord, è quanto resta di quella che nei piani anni Novanta di Umberto Bossi doveva essere la potente macchina mediatica del Carroccio. Chiusa, nel 2014, Tele Padania, chiuso, nel 2015, il quotidiano La Padania, rimane la radio.
Eppure, solo nel 2008, l’allora amministratore unico dell’emittente Giancarlo Bossetti acquistava frequenze in tutta Italia. Radio Padania Libera si ascoltava in Sardegna, Sicilia e Puglia. Ma anche in Emilia (senza battere ciglio, la frequenza bolognese fu comprata per 1,5 milioni di euro), Toscana, Marche, Umbria. Altri tempi.
A fine 2016 Matteo Salvini, che di questi studi è stato non solo il direttore in pectore dal 1999 al 2013 ma il vero mattatore del microfono dando il via alla sua scalata politica ai vertici del movimento, ha dato il benestare alla cessione della concessione nazionale a Lorenzo Suraci, l’editore radiofonico proprietario del gruppo RTL 102.5. Notizia che ha scatenato non poche polemiche tra i fedeli ascoltatori padani, e tanta ironia sui soliti social network, perché Suraci, pur vivendo a Bergamo da 40 anni, è un imprenditore calabrese.