MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Informazioni corrette

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Al Ravello Festival 2017 anche jazz d’autore coi miti Shorter e Glass

 
(..) Oltre alla sinfonica e alla danza sono attesi cinque concerti jazz. Per iniziare, il compositore statunitense Philip Glass, sempre nel solco dell’avanguardia, il 14 luglio festeggerà i suoi 80 anni con un concerto esclusivo. L'ultimo nome svelato è quello di Wayne
 

Shorter, leggenda vivente del jazz contemporaneo che sarà ospite della rassegna il 16 luglio. 

Fonte: http://lacittadisalerno.gelocal.it/tempo-libero/2017/04/04/news/al-ravello-festival-2017-anche-jazz-d-autore-coi-miti-shorter-e-glass-1.15142490?refresh_ce

 

La notizia è riportata dal sito web La Città di Salerno, che, come tutti sappiamo, è situata in Liguria ad una altezza di 1000 metri sul livello del mare.

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I'm not....

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Anthony Braxton Guy Le Querrec Magnum Photos

 
I know I’m an African-American, and I know I play the saxophone, but I’m not a jazz musician. I’m not a classical musician, either. My music is like my life: It’s in between these areas.
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Confusione

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Se i King Crimson siano la migliore band di tutti i tempi si può discutere. (...) Una poliedricità che stimola i jazzisti. Tre in particolare; Fabrizio Sferra (batteria),Paolino Dalla Porta (contrabbasso) e Bebo Ferra (chitarra) con la complicità di Giamluca Petrella (tromba) si sono inventati il disco Frames of Crimson, in cui rielaborano nove brani della band.

(...) Intervista a Sferra: Stasera (al Blue Note) c'è Petrella ospite.

Gianluca è qualcosa in più: è presente anche in tante canzoni del disco, la sua tromba fa parte del progetto.

Fonte: La Repubblica, pagine di Milano, articolo di Luigi Bolognini sul concerto di domenica 2 aprile al Blue Note

Refuso tipografico ? No, non credo, si è ripetuto due volte nello stesso pezzo... Confusione del giornalista ? Mah...può darsi.

Oppure, come direbbe l'ex ministro Scaiola, a nostra insaputa Petrella ha cambiato strumento per stupirci tutti per l'ennesima volta...

Foto: Paul Newman & Joanne Woodward! , dal film Paris Blues 1961

 

 

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La classe di Galliano ammalia Morbegno

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Da una manciata di settimane è uscito il doppio album New Jazz Musette, in cui Richard Galliano rilegge con un quartetto apposito 30 anni di carriera e con essa le composizioni che l’hanno segnata. La musica del fisarmonicista francese si è sempre caratterizzata per una estrema godibilità di ascolto e per una perizia tecnica di livello assoluto, ragioni sufficienti per riascoltarlo, seppur per l’ennesima volta, nel concerto proposto da Quadrato Magico, una associazione benemerita che da 17 anni propone in Valtellina musiche e musicisti che diversamente non troverebbero spazi in una provincia culturalmente ancora piuttosto arretrata.

C’è da dire che il quartetto dell’album è profondamente diverso da quello che accompagna Galliano in tournè. Mancano  soprattutto Sylvain Luc, ottimo chitarrista, e Dedè Ceccarelli, batterista di lunga esperienza. La sostituzione di Philippe Aerts con Yaron Stavi è meno significante, ma i pur bravi Jean Marie Ecay e Jean Christophe Galliano, rispettivamente chitarra e batteria, attenuano in parte la compattezza del gruppo che ha registrato il doppio album, lasciando sulle spalle del  leader  gran parte delle responsabilità.

Ne è scaturito comunque un buon concerto, con un recupero omogeneo negli arrangiamenti di numerose composizioni che hanno impreziosito diversi contesti e altrettanti album di Galliano. A French Touch, Fou Rire, Laurita, la ritmata Chat Pitre non presente nel doppio album, ed il solo Libertango, l’omaggio al maestro Astor Piazzolla.

Poco più di una ora, con un paio di bis tra cui il bellissimo Tango pour Claude, confermano la vena istrionica e la classe del fisarmonicista nizzardo. Ottimo artigianato, lontano dalla genialità e dal valore assoluto che Galliano ha toccato in altri contesti e con patner del suo altissimo livello, ma bastevole per trascorrere una serata di buone emozioni . 

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La faccia come il culo

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Il festival di Montreux batte davvero a ritmo di jazz?

Il Montreux Jazz Festival rompe le barriere tra stile e generazioni per la sua 51esima edizione, che dal 30 giugno al 15 luglio 2017 vedrà sfilare sul palco nomi come Grace Jones, Pet Shop Boys, Bryan Ferry e Tom Jones. Musica pop, rock, soul… Montreux è ancora la culla del jazz? swissinfo.ch ha analizzato lo stile musicale dei 175 artisti in programma.

Lanciato nel 1967, il festival di Montreux era all’origine un appuntamento dedicato esclusivamente alla musica jazz. Negli anni Settanta, però, il suo fondatore Claude Nobs cominciò ad ampliare gli orizzonti, includendo tra gli invitati musicisti blues, soul e rock. Erano gli anni di Led Zeppelin, Pink Floyd, Frank Zappa e naturalmente Deep Purple con “Smoke on the Water”.

Oggi a Montreux arrivano artisti di ogni corrente musicale. Al punto che alcuni ritengono che l’appellativo “jazz” festival” non abbia più la sua ragione d’essere. swissinfo.ch ha passato in rassegna lo stile degli artisti invitati alla 51edizione.

La musica jazz va ancora per la maggiore a Montreux

Analisi dello stile musicale di 107 artisti e gruppi invitati a Montreux; per i restanti 68 il festival di Montreux non ha specificato alcun genere*. Ogni artista e gruppo può essere incluso in una o più categorie.

 
Jazz
39
Musica elettronica
29
Pop
24
Rock
23
Soul
11
Folk
10
Hip-Hop
10
Funk
9
Musica del mondo
6
Country
5
Musica classica
4
Downtempo
2
Blues
1
Reggae
1
Musica contemporanea
1
Musica africana
1
* Stato: fine marzo 2017
 
 
In Italia si direbbe che hanno la faccia come il culo, ma, ad ogni buon conto, fantastici e spudorati questi organizzatori che si pongono domande sul sesso degli angeli e poi anticipano nomi che al massimo potrebbero andare bene per la tivù italiana, trasmissione simil Masterchef, settore bollito misto.
Sarebbe poi oltremodo divertente verificare i 39 nomi appartenenti al jazz che graziosamente ci indicano come a Montreux sia la musica afro-americana a farla da padrone.
Capaci che ci hanno inserito pure Gualazzi....
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Fine delle trasmissioni

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Come tutte le vicende della vita, buone o meno buone, giunge il momento in cui si deve cambiare.

E' quindi ora di voltare pagina.

Mondo Jazz finisce qui, saluto tutti gli amici e i colleghi di Tracce di Jazz. Contemporaneamente oggi nasce un nuovo blog dedicato all'altra mia grande passione, che potrete scoprire sul nuovo portale dedicato.

Venite a visitarmi cliccando qui

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Da Benevento ad Oslo. In bici

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 

Da Benevento a Oslo in bicicletta per raccontare luoghi e persone attraverso la musica: questo il nuovo progetto di Luca Aquino accolto all’interno del movimento globale #Unite4Heritage in un momento particolarmente critico e delicato. Una delle missioni del "Jazz Bike Tour - Wheels not Walls" è diffondere il messaggio della campagna #UNESCO a difesa del patrimonio mondiale dall’estremismo e dalla radicalizzazione.

Condivido con Luca Aquino le sue due passioni, la bici da clicloamatore e naturalmente la musica , però solo da ascoltatore. E salvo imprevisti avrò il piacere di vedere un suo concerto durante il suo percorso in bici, proprio ai confini dell'Italia.