MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

Stampa

Torno subito, Luca

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Una paresi facciale costringe il trombettista Luca Aquino a cancellare il suo "Jazz Bike Tour" e la promozione del nuovo album "Aqustico Volume 2".

"Purtroppo dovrò rinunciare al mio Jazz Bike Tour": è l'avvio del 'post' su fb che il musicista beneventano Luca Aquino ha pubblicato e che, naturalmente, scompagina i suoi programmi e, di riflesso, il piacere dei suoi fan. "La bici insegna - prosegue Aquino - che, quando buchi, ti devi fermare, sostituire la camera d'aria e pazientemente rimetterti sorridente in pista. Il mio fisico ha bucato, una paresi muscolo facciale chiamata di Bell, dicono sia i medici l'espressione forzata da Joker sul mio volto. Dopo un po' paura e controlli vari, i medici mi hanno messo a riposo forzato. È la prima volta nella mia vita che non riesco a fischiare e a suonare. Tutto era pronto, dovevo solo partire, salutare Benevento e, su due ruote, puntare Oslo, con una scatola di messaggi da svuotare e riempire, di volta in volta, tra persone e colori. Ce la metterò tutta per risalire in sella prima possibile e soffiare la mia amata tromba, più forte di prima.  Mi spiace tanto per le persone che mi avevano dato appuntamento per strada, per chi aveva già preso i biglietti per i concerti, per gli organizzatori e per quell'asfalto... già l'asfalto sul quale mi sono allenato e ho sognato per due anni. Torno subito, Luca".

Da appassionato ciclista e jazzofilo non posso che dispiacermi, oltretutto Luca avrebbe suonato per due date anche qui dalle mie parti, ed augurargli un caloroso in bocca al lupo !

Stampa

Il più bello del mondo

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Ma quanto è bello andare al Santa Giuliana e poter avere la possibilità di ascoltare un concerto di Jazz! Avete letto bene, non è una ovvietà dettata dal caldo soffocante di questi giorni.

Il fatto è che recentemente, almeno da una decina di anni a questa parte, il melting pot musicale messo in scena da Umbria Jazz al Santa Giuliana rende la vita difficile a parecchi addetti ai lavori.

Per orgoglio di “bottega” vorremmo sempre poter dire e scrivere, in accordo con il claim lanciato dal presidentissimo Renzo Arbore, che Umbria Jazz è “il più bel festival del mondo, o almeno uno dei più belli…”, ma spesso invece dobbiamo fare i conti con programmi “strani “, stringere i denti e tirare avanti a muso duro.

Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-vanno-scena-le-ladies-dee-dee-bidgewater-jazz-ci-salvera/405646

A furia di calci in faccia al buon senso e all'evidenza la verità comincia a trapelare.....

Stampa

Mostri sacri nonostante in vita

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Niente da fare, le cronache più piccanti da Perugia sono di stampo femminile, e dopo gli esaltanti rendiconti di PerugiaToday.it per la mitica penna di Elena Testi ecco Alessia Chiriatti su tuttoggi.info cadere vittima della stessa malia: Jamie Cullum

Jamie Cullum incanta Umbria Jazz | Luna piena per una notte d’amore

 Dai tecnicismi dei Lettuce, band di Boston in grado di far approdare il funk a Umbria Jazz. Alla voce del crooner dell’Essex, Jamie Cullum. Cronaca di un sabato sera al main stage al Santa Giuliana. A dire il vero è molto di più: i balli scatenati e saltellanti di un gruppo di anglosassoni ai lati della platea ne sono il più vivido ricordo. Ma lo sono anche gli abbracci tra spettatori amanti e innamorati, a tratti illuminati e cullati dalla sola luna piena, sulle note di un remake di ‘High and Dry’ molto azzeccato, non fosse altro per la voce dolce di Cullum, meno inquieta dell’originale Thom Yorke.
 
Insomma, Jamie "Rocco" Cullum  ("Perché Jamie Cullum ama / e lo fa una notte intera...") colpisce ancora e la "critica jazzofila" si tinge di luci rosse. Fantastico. Ma ecco la nuova puntata della Testi su Perugiatoday.it :
 
La grande musica d'autore sul palco di Umbria Jazz: è il gran galà del passato nostalgico
„Più che una serata dedicata a Tenco, è una notte consacrata alla musica italiana. È il gran galà dei classici intramontabili. Per un attimo di impercettibile ed eterna lunghezza, si riscoprono tutti amanti del passato. Di quell'amore persino esasperato ma comunque profondo. Nostalgico. E poi arriva il jazz, rappresentato da un Danilo Rea inarrestabile e un Paolo Fresu che si fonda perfettamente alla poesia delle parole. Arrivano loro, mostri sacri nonostante in vita, a far sognare. Sì, a far sognare“

Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/eventi/concerto-umbria-jazz-serata-tenco-9-luglio-2017.html

http://tuttoggi.info/jamie-cullum-incanta-umbria-jazz-luna-piena-notte-damore/405202/
 
Sicuro che i "mostri sacri" nonostante in vita a questo punto si stanno toccando i gioielli di famiglia.....
Stampa

Critica musicale nuda, cruda e insignificante

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Umbria Jazz è in pieno svolgimento ed è naturale cercare di capire cosa succede affidandosi alla rete. E cosi', leggendo e scartabellando qua e la mi sono imbattuto in una per me straordinaria rendicontazione di quanto avviene. Al netto di qualche frase sgrammaticata e di qualche errore ortografico, è una lettura improbabile ma che mette di buon umore fin dai titoli. Eccovene un saggio, ed è inutile dire che sono subito diventato un fan di Elena Testi:

Umbria Jazz, arriva il vecchio che rottama il nuovo: i Kraftwerk conquistano il Santa Giuliana

Ed è tutto lì il vecchio perfetto e intoccabile ma anche il nuovo ineguagliabile. E' in quel basso che scandisce il tempo arricchito da un'armonia incomprensibile per i profani ma perfettamente ascoltabile per tutti. Un populismo musicale sano. Vero. Maturo, verrebbe da dire. E forse gli anni di esperienza fanno la differenza. Il nuovo, tanto atteso, sta nel linguaggio visivo. Sta nella perfezione delle immagini proiettate durante il concerto. Un sapore che riesce a ricordare Kandinsky nella impeccabilità scorrettezza delle arti geometriche ma anche Kubrick. Il registra dell'Odissea nello Spazio che regalò all'umanità una ricerca sensata di distopia del sarà. Del forse sarà. La terra. Lo spazio. La dichiarazione di lealtà nei confronti della purezza. Immagini lontane ma basiche così tanto da rendere protagonista solo l'oggetto voluto.

I Kraftwerk sono riusciti a unire le vecchie generazioni alle nuove. Non sono stati di certo degli occhiali 3D a farlo ma la voglia “ulissiana”, dato il lungo il viaggio, di rinnovare la loro musica rendendola attuale. Dopo tanto, e questo è il caso di sottolinearlo, Umbria Jazz si ritrova pura, allontanandosi dai grandi nomi e preferendo l'arte della sperimentazione. Una pratica da tanto tempo, forse troppo, abbandonata. Una pratica che ha dato spazio a grandi nomi. Non sarà musica Jazz, questa volta si tratta di musica elettronica, ma la manifestazione di patron Pagnotta ha svolto la propria funzione atavica: far risuonare il bello abbandonando il conformismo.

Stampa

Nomi nuovi e musica fresca: è Ambria Jazz

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 

Ambria Jazz entra nel vivo con un concerto che inaugura una collaborazione con Uncool Artists in Residence, la creatura di Cornelia Muller che ha portato grandissimi nomi nella Val Poschiavo ma che, ahimè, da qualche anno per i soliti problemi di fondi si limita a pochi concerti di musicisti ospiti per qualche settimana.
E' il caso appunto del quartetto di Alex Levine, chitarrista già allievo di Geri Allen prematuramente scomparsa pochi giorni orsono, e di Henry Grimes. Il gruppo, completato dall'ottimo Marcus Elliot  al sax tenore, Ben Rolston al contrabbasso e Stephen Boegehold alla batteria, ha messo a punto nella residenza svizzera i brani per un nuovo album  presentandoli nella serata presso il nuovo e notevole auditorium Leone Trabucchi a Castione.
Poco più di un'ora di musica densa e corposa, con i quattro estremamente concentrati fin dalla posizione assunta sul palco, molto vicini e sempre a contatto visivo. Una formazione che non può non ricordarmi il quartetto di Sonny Rollins con Jim Hall, nume tutelare della chitarra jazz al quale in maniera evidente Levine si ispira.
Naturalmente però la proposta del quartetto si muove su coordinate del tutto autonome, scavalcando completamente le forme del free e assumendo una personalissima e contemporanea visione jazz. Un concerto di sorprendente modernità, che in modi  affatto gridati propone il quartetto tra le novità più impreviste e godibili di questa estate festivaliera.
Se Levine ha Hall come faro, Elliot fa certamente buon uso della esperienza post bop, richiamando ora Rollins ora Wayne Shorter, e confermandosi punta solistica di assoluto rilievo. La sezione ritmica incalza e punteggia, ma è il leader a dettare i tempi, ora rallentando ora accelerando, in una concezione circolare della musica che è di fresca ispirazione.
Un pubblico attento e partecipe ha calorosamente applaudito la lunga suite senza interruzioni.  
Stampa

Radiotre: torna Body & Soul

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 

Body & Soul, storia disinvolta del jazz
Vite in jazz

Come ogni estate ritorna Body & Soul, la nostra storia disinvolta del jazz che quest’anno continua con la formula del doppio appuntamento: a partire infatti da sabato 8 luglio e fino a domenica 10 settembre ogni fine settimana proporremo nuove pagine di quella che ci piace immaginare come una piccola enciclopedia portatile del jazz, scomponibile e ricomponibile a piacere in un continuo gioco di rimandi tra la radio e il web dove si possono riascoltare tutte le vecchie puntate. 

Quest’anno l’attenzione è puntata sui musicisti italiani. Ogni sabato e ogni domenica dalle 18.00 alle 18.45, dapprima Pino Saulo negli studi di Roma e successivamente Claudio Sessa dagli studi di Milano ospiteranno un musicista che racconterà la propria storia, la propria carriera attraverso una serie di ascolti selezionati dagli stessi protagonisti che permetteranno di comprenderne la vicenda artistica in una dimensione al contempo storica e soggettiva.


Questi gli appuntamenti in programma:

8 luglio  |  Paolo Fresu

9 luglio  |  Antonio Faraò

15 luglio  |  Ada Montellanico

16 luglio  |  Paolo Damiani

22 luglio  |  Danilo Rea

23 luglio  |  Rosario Giuliani

29 luglio  |  Michele Rabbia

30 luglio  |  Rita Marcotulli

5 agosto  |  Franco D'Andrea

6 agosto  |  Gianluigi Trovesi

12 agosto  |  Tiziano Tononi

13 agosto  |  Tiziana Ghiglioni

19 agosto  |  Enrico Intra

20 agosto  |  Daniele Cavallanti

26 agosto  |  Claudio Fasoli

27 agosto  |  Gaetano Liguori

2 settembre  |  Giovanni Falzone

3 settembre  |  Tino Tracanna

9 settembre  |  Umberto Petrin

10 settembre  |  Paolino Dalla Porta 

Stampa

AAA Aspettasi smentita

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

A votare contro sono stati i deputati della Lega Nord, mentre quelle del M5S si sono astenuti. Gli altri 333 parlamentari presenti alla Camera dei deputati hanno detto sì alla legge (proposta avanzata dai parlamentari umbri, con la vice presidente della Camera, Marina Sereni – PD – come prima firmataria) che inserisce Umbria Jazz tra le manifestazioni di interesse nazionale.

La cosa, oltre alla gratificazione artistica per l’evento, significa che si potrà contare, già a partire da quest’anno, su un finanziamento annuale di un milione di euro a partire dal 2017. 

Fonte: http://www.umbriaon.it/umbria-jazz-legge-per-farla-crescere/

Due notazioni, una politica ed una musicale. Come da tempo ormai i 5 Stelle ci hanno abituato, prima tendono la mano e poi la ritirano. Firmano una legge per la valorizzazione di Umbria Jazz (Ciprini e Gallinella sono due parlamentari grillini umbri) poi si astengono in aula. Bisognerà che prima o poi decidano cosa fare da grandi, ma debbono fare alla svelta, rischiano che gli italiani si sveglino...Nulla da dire invece sul voto contrario della Lega: mai, e sottolineo mai, Pagnotta ha inserito musica celtica nel programma. Eppure di "cagate pazzesche" (citazione fantozziana d'obbligo) se ne sono viste tante.... 

La seconda notazione è di natura puramente musicale. Sono ovviamente soddisfatto che Umbria Jazz abbia avuto il giusto riconoscimento, adesso però non vorrei che dopo legioni di cantanti, gruppi rock, nani, ballerine, cozze e vongole assortite l'andazzo imperante diventasse solo questo. Già il jazz è relegato nell'angolino, "per intenditori" dicono loro, nemmeno fosse un barolo d'annata riservato a pochi eccentrici, con molti soldi in più purtroppo mi è più facile immaginare un trend di svaccamento nazional popolare che un ritorno alla sperimentazione e alla proposta inconsueta di stampo jazzistico. 

Pagnotta smentiscimi, ti prego.