MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Più di una buona ragione per visitare Parigi

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PROGRAMME

  • Acoustic Masada
  • John Zorn
  • Dave Douglas
  • Greg Cohen
  • Joey Baron
  • Erik Friedlander
  • Michael Nicolas
  • Kris Davis Quartet
  • Kris Davis
  • Mary Halvorson
  • Drew Gress
  • Tyshawn Sorey
  • Trigger
  • Will Greene
  • Simon Hanes
  • Aaron Edgcomb
  • Craig Taborn
  • John Medeski Trio
  • John Medeski
  • Dave Fiuczynski
  • Calvin Weston
  • Intermission
  • Julian Lage
  • Gyan Riley
  • Nova Quartet
  • John Medeski
  • Kenny Wollesen
  • Trevor Dunn
  • Joey Baron
  • Ikue Mori
  • Mary Halvorson Quartet
  • Mary Halvorson
  • Miles Okazaki
  • Drew Gress
  • Tomas Fujiwara
  • Mark Feldman
  • Sylvie Courvoisier
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More, more Monk

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C'è una scena in Straight No Chaser, il documentario di Charlotte Zwerin prodotto da Clint Eastwood e dedicato alla vita di Thelonious Sphere Monk, che è la sintesi dell'arte tutta di questo musicista imprendibile, indomabile e infinito. La band sta suonando Evidence, durante l'assolo del sassofonista Charlie Rouse, Monk si alza e inizia a ballare.

Una danza goffa, derviscia. Gira su se stesso Monk, un omone di cento chili che si avvita felice come un bambino-farfalla sul proprio baricentro. Poi ritorna al piano e lo martella, i piedi tengono il ritmo, le gambe volano disarticolate. È l'estasi, è la scossa elettrica. È il jazz. È Monk. Monk che suona se stesso e che usa il pianoforte semplicemente per dare voce a tutte le note, montagne di note, che gli vorticavano tra il cuore e la testa, tra i mocassini eleganti ed i cappelli dalle fogge bizzarre.

Daniela Amenta, sito de l'Unità

Tra i numerosi anniversari che il jazz celebra in questo 2017 c’è anche il centenario della nascita del pianista, compositore e bandleader Theloniuos Monk, nato nel North Carolina nell’ottobre del 1917 e scomparso nel 1982.

Maurizio Franco dedicherà alcuni cicli di “Birdland” (trasmissione radiofonica di Retedue, emittente nazionale della Svizzera italiana) a questo musicista centrale del jazz moderno. In questa prima serie intitolata “L’altro Monk” verranno messi a fuoco gli aspetti meno noti di un percorso artistico iniziatosi negli anni ’40 durante la rivoluzione del be-bop. Saranno prese in considerazione le collaborazioni più prestigiose con alcuni dei suoi grandi colleghi, la sua presenza come accompagnatore in album non a suo nome e alcune tra le pagine poco note della sua vasta produzione.

E' possibile ascoltare i 5 podcast cliccando qui:

 http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/birdland/L%E2%80%99altro-Monk-8698159.html

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A nostra insaputa

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L’ultimo album “Connections” è da poco uscito e spopola nelle Charts Internazionali, oltre ad essere in rotazione su BBC e nelle radio londinesi e mondiali. Ha raggiunto la  vetta delle classifiche iTunes jazz in Italia, UK, Olanda e Giappone e nelle iTunes Smooth jazz Chart in tutta Europa e Asia. La piú prestigiosa compilation di Soul Music londinese ( Luxury Soul 2017 ) ha inserito il brano dal titolo “Now” tratto proprio dal nuovo lavoro. Stiamo parlando di Camera Soul, il fenomeno jazz italiano che sta spopolando nel mondo.

Fonte: http://www.lifestyleblog.it/blog/2017/02/camera-soul-fenomeno-italiano-spopola-nel-mondo/

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Armonie difficili per tempi duri: il Jarrett politico

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Photo: © Rose Anne Jarrett / ECM Records)

Come i suoi fan di vecchia data sanno bene, la pietra angolare di qualsiasi concerto improvvisato del pianista Keith Jarrett è la  tensione. Jarrett è uno scultore di tensione, che lui magistralmente manipola, ricavando bellezza dallo spazio  con precisione e fantasia, scavando tra silenzio e suono.

Il concerto del 15 febbraio alla Carnegie Hall di New York, organizzato per  promuovere il nuovo box ECM, un quadruplo album  intitolato A Moltitude of Angels, ha confermato non solo la grandezza  musicale del pianista ma ha visto Jarrett prendere decisamente una posizione anti Trump nei commenti dal palco.

 Per tutta la serata, il pianista non ha perso occasione di inveire contro l'amministrazione Trump , affermando che le prime misure adottate dal Presidente costituiscono un attacco al carattere americano, una vera e propria "misura preventiva contro la libertà."

 

"Tutto questo è l'opposto di quello che è il popolo americano", ha dichiarato.

 

Fortunatamente per il pubblico, Jarrett  ha incanalato  la passione e la rabbia in improvvisazioni assolutamente sublimi al pianoforte Ha iniziato, opportunamente, con un'eruzione di dissonanze che hanno attraversato tutta la tastiera, cristallizzando lentamente frammenti melodici,  dissolti con la stessa rapidità con la quale erano affiorati.

 

Le composizioni spontanee di Jarrett sono impressionanti nella loro profondità armonica.Una serie di cluster nel registro basso ha concluso la prima parte del concerto e Jarrett subito ha commentato: "Tempi duri richiedono armonie difficili”.

 

Dopo 20 minuti di intervallo , Jarrett è stato accolto da una foto con il flash dal fondo della sala, un grave reato agli occhi del pianista, che ha subito rimbrottato il fotografo:” Cattivo comportamento. Rispettate gli artisti . " Poi  ha lanciato un'altra critica: "Il nostro Presidente non sa nemmeno cosa sia il rispetto ."

Il brano finale del secondo set  ha dimostrato  la versatilità di Jarrett, tra  linee bebop sovrapposte fino a che voci disparate sono emerse dal tumulto, come  fossero più pianisti jazz impegnati in una fitta conversazione.

Jarrett è stato chiamato per due bis , al termine dei quali proprio mentre era sul punto di riprendere il suo posto al pianoforte, una voce dal pubblico ha gridato "Ti vogliamo bene, amico!" . Jarrett, come punto con uno spillo, si è subito alzato e al microfono ha deoo: "Devo risponde a questo". Molti tra il pubblico si aspettavano un rimprovero.

 

Invece, ha semplicemente ribadito la sua gratitudine. "I love you," ha detto. Poi, ancora una volta ha affrontato lo spettro di Trump, proclamando: "Ci meritiamo di meglio di costui." E con questo, ha chiuso il concerto con la lettura struggente di "Autunn Nocturne" che ha ricevuto molti applausi. Anche il pianista è apparso colpito emotivamente, tanto da affermare prima di scomparire dietro le quinte: “You are, the first audience that made me cry.”

 Libera sintesi e traduzione dall'articolo di Down Beat news: http://downbeat.com/news/detail/jarretts-emotional-excursion-at-carnegie-hall 

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Omaggio a Duke Ellington

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Domenica 19 Febbraio 2017 ore 11.50

I CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3

In collaborazione con la Presidenza della Repubblica e con Rai Quirinale

 

In diretta dalla Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, Roma

 

Lydian Sound Orchestra

sax tenore, contralto e soprano Robert Bonisolo

clarinetti, sax baritono e contralto Rossano Emili

tromba e flicorno Gianluca Carollo

corno francese Giovanni Hoffer

trombone Roberto Rossi

tuba Glauco Benedetti

pianoforte Paolo Birro

basso Marc Abrams

batteria Mauro Beggio 

 

voce Vivian Grillo

 

direttore Riccardo Brazzale

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Jazz World Photo 2017

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Sono on line i 30 finalisti del Jazz World Photo, l'annuale competizione che dal 2014 premia i migliori scatti. Anche quest'anno numerosa la componente italiana, ma vi invito a visitare il sito https://www.jazzworldphoto.com/gallery-2017/ per visionare le 30 bellissime opere selezionate per il premio 2017, che sarà reso noto il 25 marzo durante il Jazzinec Festival in Trutnov, Repubblica Ceca.

Nel frattempo vi propongo la foto di Marion Tisserand che vinse lo scorso anno con questo magnetico ritratto di Renaud Garcia Fons.

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I 73 anni di Henry

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Auguri a Threadgill, uno dei più lucidi pensatori musicali ed un indiscutibile grande del jazz contemporaneo.