MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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L'"esperto" consiglia

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Tra i  numerosi componenti della mia famiglia posso vantare una cugina diplomata in clarinetto al conservatorio. Tutti gli altri, e sono tanti, sono convinti che Ravel sia un calciatore brasiliano e che la musica più bella è quella che passa al festival di Sanremo. I più giovani si spingono a conoscere il peggio di Radio DeeJay o non escono dai masticati Vasco, Elisa, Liga.

Passo quindi per essere un tipo musicalmente eccentrico, tant'è che gli zii, pur abitando vicino a Clusone, sono convinti che ogni estate io vada al Festival Jazz per partecipare a non specificati riti tribali, fatti di pentole percosse e rumori insopportabili. Ovviamente non faccio nulla per smentire queste credenze, anzi, a favorevole occasione le rinfocolo con tutta la credibilità di cui posso godere.

Anche tra la cerchia più allargata degli amici, e, in passato tra i colleghi, cerco di lasciare le mie predilezioni musicali il più indistinte possibili. Il motivo è semplice: quante volte vi siete trovati insigniti senza volerlo del ruolo di "esperto" al quale richiedere papale papale l'infallibile lista di dischi da ascoltare per "capire" il jazz ? A me è successo troppe volte, e oramai non riesco a non avere un approccio ironico e beffardo.

Il fatto è che nella maggioranza dei casi questo tipo di richiesta non è portatrice di una effettiva esigenza. Si cazzeggia, dunque, e al cazzeggio è bene rispondere con egual moneta. Evan Parker l'ho spacciato per un fine balladeur, John Zorn per un compositore tranquillo e poco rumoroso. Ascension e Free Jazz gli album per iniziare, ma all'occorrenza, se questi paiono troppo potabili e ci fossero esigenze più complesse, ho sempre le registrazioni private di uno sconosciuto quanto geniale musicista che si esibisce alla sega circolare elettrica.

D'altronde passare da Sandro Giacobbe a John Coltrane comporta dei prezzi da pagare.....Da parecchio tempo le richieste si sono fatte sporadiche...

Un pò di sana perfidia può migliorare la vita!

P.S. Ovviamente si tratta solo di una mia fantasia sarcastica. In realtà questo genere di richieste non si "usa" più, almeno nella mia esperienza, da molto tempo. Il web copre qualsiasi desiderio. Non a caso Kenny G è stato citato da Hillary Clinton in campagna presidenziale come il suo jazzista di riferimento...

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More Du.Bai: i posti Fan Pit

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Il Jazz torna in uno dei panorami più affascinanti del globo, Dubai, per la nuova edizione del Dubai Jazz Festival. Per chi non conoscesse questa manifestazione, vi diciamo che si tratta di un evento nato 15 anni fa (nel 2003 fu lanciata la prima edizione) e da allora si rinnova ogni anno con un nutrito parco artisti davvero da non sottovalutare. L’edizione dello scorso anno ha fatto registrare 3 serate sold out, a cui hanno partecipato – fra gli altri – artisti del calibro di Sting, John Legend e James Blunt.

E per questa edizione 2017? Cominciamo col dire che quest’anno l’Emirates Airline Dubai Jazz Festival si terrà dal 22 al 24 febbraio. Gli artisti noti ad ora sono: Enrique Iglesias, Mariah Carey, Tom Jones, The Rad Trads, Raul Midon e Nathan Sykes. Per quanto concerne i biglietti, invece, vi diciamo che il costo si aggira sui 100 € per la posizione Regular, 200 € per i posti Golden Circle e 252 € per i posti Fan Pit.

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Il jazz ed il PD: un incontro mai avvenuto (per fortuna)

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 "Il jazz è una musica in cui si mescolano diverse culture. Noi stiamo cercando di fare la stessa cosa, anzi possiamo dire che il jazz è la musica del partito democratico. Intensa ma anche leggera."

Valter Veltroni, intervista del 25.7.2007 di Rodolfo Sala su La Repubblica


Il Partito Democratico era appena nato, Veltroni ne era il segretario e sembrava avviato ad un lungo e illuminato percorso. Invece....le cose poi andarono in tutt'altro modo, ma manche musicalmente, e non solo politicamente, alle parole non seguirono i fatti:

Di certo dal 2007, anno della sua fondazione, il Pd di strada ne ha percorsa. Almeno sulle note musicali.
Walter Veltroni, primo segretario democrat, puntò per primo su Jovanotti scegliendo Mi fido di te nella campagna elettorale per le politiche del 2008.
Lo stesso cantautore, che concesse l'uso della canzone, lo mise in guardia: «In realtà questa canzone parla di perdita. Non è proprio un inno trionfale. Ma a lui piaceva lo stesso».
Si vede che Veltroni non l'aveva ascoltata attentamente (...)

Pier Luigi Bersani, invece, durante la sua segreteria scelse Un senso di Vasco Rossi. Voleva «trovare un senso», l'allora leader dei democrat, ma, come spiegava il rocker di Zocca, «questa vita un senso non ce l'ha».
La scelta fu addirittura criticata da Veltroni, che di scivoloni musicali appunto se ne intendeva. «Non credo sia la scelta più azzeccata per il Pd», disse, «per me l'idea di un partito ha un grande senso, è un grande senso pieno di senso». Consigliò di puntare su Sally, confermando di non saper scegliere l'inno giusto. «Sally è una donna che non ha più voglia di fare la guerra», ha scritto Vasco. Insomma, una resa prima ancora di scendere in campo.
Quindi Bersani passò a Cambierà di Neffa: era il tempo in cui i democrat erano finiti all'opposizione, con il Cavaliere a Palazzo Chigi e l'augurio del rapper salentino poteva servire. «Un'altra notte finisce e un giorno nuovo sarà», cantava Neffa. Eppure Berlusconi è rimasto saldamente al governo fino al 2011, spodestato solo dall'arrivo di Mario Monti.
Quando ancora il Pd non era stato neppure concepito e il centrosinistra era riunito nell'Ulivo, Romano Prodi scelse La canzone popolare di Ivano Fossati. Si presentava sulle note del cantautore genovese che, da simpatizzante del centrosinistra, era contento di essere la voce ufficiale della campagna elettorale del 1996. Che portò fortuna a Prodi, uscito vincitore contro il Cavaliere.
«Oggi non concederei più la mia canzone», rivelò nel 2002 Fossati, in polemica con il centrosinistra che lo aveva deluso.
(...)
La rivoluzione del Partito democratico di Matteo Renzi passa anche dalla musica. Addio ai vecchi volti della canzone: anche loro sono stati rottamati.
Per la sua incoronazione come nuovo segretario democrat, il sindaco di Firenze ha puntato su La tua canzone firmata dai Negrita, sparata a tutto volume nella sala della Fiera di Milano.
«L'ultima volta non vi ho votato», ha precisato il leader dei Negrita quando Renzi l'ha chiamato per farsi 'prestare' la canzone. «Inizia a darmi la canzone, poi vediamo se recuperiamo il tuo voto», è stata la risposta del leader del Pd.
Ci ha messo poco Renzi a rottamare Jovanotti, suo sostenitore e voce della campagna elettorale delle primarie 2013.

 Fonte: http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2013/12/16/musica-pd-il-jukebox-del-centrosinistra/106192/

Insomma, anche musicalmente solo profonde delusioni. Per fortuna che in tutte queste vicende il jazz ne è rimasto fuori. Con intensità e leggerezza......

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Un certo discorso

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RADIO3 RICORDA PASQUALE SANTOLI

RIPROPONENDO I CONCERTI DI

UN CERTO DISCORSO



Nel fine settimana Battiti torna a scavare nel prezioso archivio di Radio3 proponendo altri due concerti tra quelli organizzati nel 1980 da Pasquale Santoli per il programma Un certo discorso, dove grandi solisti e interpreti internazionali suonano con la Big Band della Rai
Sabato 28 gennaio ascolteremo la serata intitolata "Jelly Roll To Your Soul” con Alex Von Schlippenbach insieme a Bob StewartPaul LovensBruno Tommaso Gerd Dudek, mentre domenica 29 sarà la volta di "F(rag)ments" di Enrico Rava con solisti di eccezione come Misha Mengelberg, Ray AndersonRenato GeremiaEugenio ColomboGiovanni TommasoLarry Fishkind Han Bennink
Per l’occasione Bruno Tommaso (sabato 28) e Enrico Rava (domenica 29) ricorderanno la serata ai nostri microfoni. 

Per riascoltare i concerti già trasmessi della stessa serie  www.battiti.rai.it 

 

24.12.2016 (notte tra il 24 e il 25): “Blue Notes” con Chris McGregor, Radu Malfatti, Harry Miller, Louis Moholo, J.C. Montredon e la Big Band della Rai 
25.12.2016 (notte tra il 25 e il 26): “Untitled” con Gil Evans, Lee Konitz, Ack Van Royen, Giovanni Tommaso, Bruce Ditmas e la Big Band della Rai 

03.1.2017 (notte tra il 3 e il 4): “Ellingtoniana” con Albert Mangelsdorff, Manfred Schoof, Giancarlo Schiaffini, Billy Higgins, Paolo Damiani e la Big Band della Rai 

04.1.2017 (notte tra il 4 e il 5): “Brass Band” con Mike Westbrook, Tommaso Vittorini, Phil Minton, Danilo Terenzi, Kate Barnard e la Big Band della Rai 
14.1.2017 (notte tra il 14 e il 15): "Richiamo d’amore nero" con Archie Shepp, Charles Greenlee, Dave Burrell, Cameron Brown e Charlie Persip e la Big Band della Rai 

15.1.2017 (notte tra il 15 e il 16): "La foresta nello zoo" con Roswell Rudd, John Tchicai, Steve Lacy, Kent Carter, Steve McCall e la Big Band della Rai 

21.1.2017 (notte tra il 21 e il 22): "F(rag)ments" 1.a parte con le musiche di Misha Mengelberg e con Enrico Rava, Ray Anderson, Renato Geremia, Eugenio Colombo, Giovanni Tommaso, Larry Fishkind e Han Bennink e la Big Band della Rai 

22.1.2017 (notte tra il 22 eil 23): “Living Time” con George Russell, Alice Norbury, Lew Soloff, J.F. Jenny Clarke, Bobo Stenson e Keith Copeland e la Big Band della Rai
 
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Più fondi per Umbria Jazz

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Altrettanto entusiasmo nelle nota del deputato di Forza Italia, On. Pietro Laffranco“Oggi abbiamo ottenuto un risultato che ci riempie di soddisfazione perché va a sostenere una manifestazione di rilevanza internazionale: il Festival di Umbria Jazz. Un Festival rinomato a livello internazionale e che dal 1973, ogni anno, a luogo a Perugia.  Con un ordine del giorno, da me presentato ma firmato anche dai colleghi Sereni e Polidori e accolto dal governo, abbiamo impegnato l’esecutivo ad inserire l’importante kermesse umbra tra gli eventi culturali destinatari di finanziamenti per un milione di euro annuì. Ovviamente vigileremo e ci batteremo affinché il governo tenga fede all’impegno preso in aula perché un evento come l’Umbria Jazz, che ogni anno porta nella regione jazzisti di fama mondiale, non può essere abbandonato. Oggi più che mai, considerando anche le pesanti ricadute sul tessuto economico umbro conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia, lo Stato ha il dovere di sostenere, anche economicamente,  le nostre eccellenze culturali”. 

Fonte: http://tuttoggi.info/umbria-jazz-arrivo-piu-fondi-dal-governo/378652/


Bene, non resta che sperare che i maggiori fondi non vengano impiegati per scritturare qualche pop star decotta, magari con il contorno di vecchie glorie italiche della canzonetta convertite al...giezz.

Personalmente però non nutro speranze. Ormai UJ si è definitivamente convertita ad un festival fatto di più musiche, in cui, ogni anno in porzione sempre più ridotta, c'è anche del buon jazz, pur se con scelte in genere poco lungimiranti e più orientate al botteghino che all'aspetto artistico.

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Me too Carla

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“Gerry Mulligan and Chet Baker seemed so sophisticated and bad. I wanted to be like that.” - Carla Bley 

Fonte: http://themaninthegreenshirt.tumblr.com/ 

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Virus

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Possiamo dire che il jazz è un virus, un virus di libertà, che si è diffuso sulla terra, “infettando” tutto ciò che ha trovato sulla sua strada: il cinema, la poesia, la pittura, la vita stessa.
(Steve Lacy)