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ATJO al Masada di Milano

Scritto da Ernesto Scurati on . Postato in Recensione concerti

L’orchestra di Angiolo Tarocchi ci ha regalato un gran bel concerto, che anticipa l’uscita, peraltro imminente, del CD “Unwired”, prodotto dalla etichetta dello stesso Tarocchi, la JCH Productions. Tarocchi ha assemblato un gruppo di musicisti giovani e meno giovani, pescando anche tra i suoi vecchi sodali, ed ha scritto di pugno o riarrangiato la maggior parte dei brani eseguiti.


ATJOL’orchestra di Angiolo Tarocchi ci ha regalato un gran bel concerto, che anticipa l’uscita, peraltro imminente, del CD “Unwired”, prodotto dalla etichetta dello stesso Tarocchi, la JCH Productions.
Tarocchi ha assemblato un gruppo di musicisti giovani e meno giovani, pescando anche tra i suoi vecchi sodali, ed ha scritto di pugno o riarrangiato la maggior parte dei brani eseguiti, tra i quali figurano anche un pezzo di Maria Schneider, uno di Daniele Cavallanti, un paio di standard cantati da Sarah Demagistri e la riscrittura di una canzone di origine russa; recuperati anche brani dall’esperienza del suo Jazz Chromatic Ensemble, che risale ormai ad una ventina di anni fa.
Colpiscono la varietà della scaletta e la grande energia diffusa in sala; passando agilmente tra modale, cantabilità e avanguardia, musica di ampio respiro e brani più “tirati”, con ampi riferimenti al jazz, allo swing, al rock e al funky, dal 4/4 a strutture ritmiche assai complesse, che hanno messo a dura prova i musicisti sul palco, la direzione informale di Tarocchi ha messo in risalto il collettivo, lasciando tuttavia spazio ai solisti per improvvisazioni di grande spessore tecnico.
Da citare almeno per la qualità dei loro interventi Rosario Di Rosa al pianoforte, Francesco Chiapperini al clarinetto basso, Luca Ceribelli al sax soprano, Marco Fior alla tromba, Alberto Turra alla chitarra elettrica, Andrea Baronchelli al trombone, Marcello Noia al sax alto, Luca Specchio al sax baritono e Daniele Cavallanti al sax tenore.
E poi la grande tavolozza di colori messa in campo dalla chitarra di Alberto Turra, la coppia ritmica composta dal giovanissimo Stefano Zambon (al contrabbasso e al basso elettrico) e dallo splendido Cristiano Calcagnile, mai banale nel sostenere con il suo drumming il flusso musicale, Luca Missiti nella sezione di 4 tromboni e Vito Emanuele Galante tra le 4 trombe.
105 minuti di musica volati via in un attimo….

 

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