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Da Lecco a Cremella, una estate di concerti

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Recensione concerti

Tutt'altra storia nella bellissima chiesa sconsacrata di Cremella che ospitava il nuovo quintetto di Giovanni Falzone. Come sempre Suoni mobili sa scovare locations che rubano l'ammirazione destinata ai musicisti, e in questo caso la competizione è stata di grande livello. Falzone ha presentato il nuovissimo album, Pianeti Affini, eseguendolo per intero.


Giovanni FalzoneSe l'estate è una stagione favorevole per fruire la musica dal vivo e all'aperto, vivere nel lembo più settentrionale della propria regione ne è un impedimento di fatto. Occorre gioco forza effettuare una selezione a monte e concentrarsi su quello che è più vicino e più appetibile.
Cosi' le scelte degli ultimi giorni hanno premiato la terza serata del Festival di Lecco e la notte di Cremella per Suoni Mobili. A Lecco era di scena il trio di Arrigo Cappelletti completato da Furio Di Castri al contrabbasso e Filippo Monico alla batteria. Un trio rodato con un repertorio che alternava composizioni di grandi del jazz e originali del pianista. Su tutte, meravigliose le versioni di "Blue Bolero" di Abdullah Ibrahim e "Preghiera" dello stesso Cappelletti.
Notevole come sempre il tocco del pianista, di sostanza il sostegno ritmico di Di Castri, unito alla fantasia di Monico. Eppure, se un difetto devo trovare, l'impressione avuta nonostante la lunga frequentazione dei tre è di una concentrazione non sempre ottimale. Il trio a tratti è apparso slegato, con assoli distribuiti al momento e non inseriti in un contesto programmato.
Tutt'altra storia nella bellissima chiesa sconsacrata di Cremella che ospitava il nuovo quintetto di Giovanni Falzone. Come sempre Suoni mobili sa scovare locations che rubano l'ammirazione destinata ai musicisti, e in questo caso la competizione è stata di grande livello.
Falzone ha presentato il nuovissimo album, Pianeti Affini, eseguendolo per intero affiancato da Fausto Beccalossi alla fisarmonica, Filippo Vignato al trombone, Giulio Corini al contrabbasso e Alessandro Rossi alla batteria.
Un concerto in crescendo con temi incalzanti e riff potenti che ha riscosso un notevole tributo dal folto e caloroso pubblico che Saul Beretta e Viviana Bucci hanno saputo coltivare e far crescere in otto anni di attività e proposte variegate.
Falzone non lo si scopre certo oggi, è musicista ispirato e potente, una vera star della tromba anche se nel nostro paese sono altri i musicisti più celebrati dai media che suonano lo stesso strumento. Poco male, se Falzone non figura nei titoli dei quotidiani ha però un posto speciale nel cuore degli appassionati e anche in questo nuovo progetto non solo non delude ma entusiasma per forza, incisività del fraseggio, fantasia degli arrangiamenti e bontà delle composizioni.
In grande spolvero anche un altro musicista forse non considerato appieno per il suo valore, ma Beccalossi è un maestro del suo strumento ed il suo apporto è indispensabile in questo riuscito Pianeti Affini. Vignato è trombonista di sostanza, poco appariscente ma concreto e solido nell'economia del gruppo. Corini e Rossi sono patners affidabili, elastici e potenti quando occorre.
Un concerto di grande godibilità ed un album che si candida tra i migliori italiani dell'anno.

 

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