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David Berkman - Old Friends and New Friends

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Nel corso degli anni, sia la scrittura che il playing del pianista David Berkman hanno continuato ad evolversi, ed egli ha potuto ampliare la sua cerchia di collaboratori, con nuovi amici, come la bassista Linda Oh ed il sassofonista Dayna Stephens, che si sono aggiunti a vecchi amici come Brian Blade, il sassofonista Billy Drewes, ed il criminalmente sottovalutato multi-strumentista Adam Kolker.


Old Friends and New FriendsIl pianista David Berkman ha in qualche modo chiuso un cerchio con la pubblicazione di "Old Friends And New Friends". E' infatti tornato a registrare con la Palmetto Record, l'etichetta che ha pubblicato i suoi primi quattro album come leader tra il 1998 e il 2004; Matt Balitsaris, che ha contribuito a forgiare e catturare il suono di quegli album, è tornato al timone, collaborando come ingegnere, co-produttore e direttore del suono e Brian Blade, il batterista sempre "in-demand" che apparve su tre delle uscite per Palmetto di Berkman, che è tornato all'ovile.
Ma non lasciatevi ingannare nel pensare che questa sia una specie di ricostruzione musicale. Nel corso degli anni, sia la scrittura che il playing di Berkman hanno continuato ad evolversi, ed egli ha potuto ampliare la sua cerchia di collaboratori, con nuovi amici, come la bassista Linda Oh ed il sassofonista Dayna Stephens, che si sono aggiunti a vecchi amici come Blade, il sassofonista della Vanguard Jazz Orchestra Billy Drewes, ed il criminalmente sottovalutato multi-strumentista Adam Kolker, che hanno alterato il sound e la direzione della sua musica.
"Old Friends And New Friends" si apre con "Tribute" il saluto di Berkman all'ex compagno di band Tom Harrell. Il lavoro cordale di Berkman imposta questo veicolo in movimento in 5/4, mentre il soprano di Kolker parla con grazia e bellezza, e Stephens mostra estrema pazienza e relax nei suoi movimenti.
Da lì, l'album prende una piega più giocosa con "No Blues No Really No Blues". La Oh e Blade sono completamente in sintonia tra loro nel sostenere a turno il discorso melodico di Drewes, il solo al soprano di Kolker ed aggrovigliati incroci tra i fiati. Proseguendo lungo la linea, Berkman consegna una versione in trio della stessa canzone, che però mostra minore calore rispetto alla palpabile energia che si apprezza nella versione con i fiati.
Berkman sfrutta appieno la front-line dei tre fiati durante per tutto questo viaggio. E perché non avrebbe dovuto farlo con musicisti come questi? "Past Progressive", che si apre con riflessivi momenti al pianoforte e con le meditazioni della Oh, prima che vengano innestate le marce alte, presenta ciclici assoli al sassofono, con ognuno dei fiati pronto a sparare il proprio pezzo, passare il testimone, ed, infine, unirsi agli altri per un coordinato "pas de trois".
A seguire, su "West 180th Street", Berkman usa i fiati per creare delle armonie color pastello. Una sezione ritmica minore avrebbe semplicemente fatto ricorso a qualcosa come un semplice e costante groove brasiliano dietro questa melodia, ma Blade e Oh non abboccano. Per loro è tutto interplay e movimento, non stasi.
Berkman cede saggiamente molto spazio solista ai fiati, ma fornisce anche la sua giusta quota di rivelazione. Ruba la scena su un trascinante omaggio a Freddie Hubbard, scherzosamente soprannominato "Up Jumped Ming" e lascia il suo marchio sulla disinvolta "Deep High Wide Sky", giusto per citare un paio di suoi fantastici assolo.
Tutta la musica presente sull'album parla con estrema chiarezza e presenza, e ciò è dovuto in gran parte al lavoro di Balitsaris, così foneticamente lucido, che al confronto fa sembrare sonicamente soffocate tutte le altre registrazioni con una strumentazione simile. Il basso della Oh suona come se fosse nella stessa stanza dell'ascoltatore, i roventi passaggi di Blade rimbalzano attraverso gli altoparlanti, mentre i rivetti sussurrano e danno i brividi in maniera chiara, il tocco di Berkman è del tutto percepibile, ed il calore e il tono dei fiati viene perfettamente catturato e conservato.
Con musica che risuona così profondamente e suona così superbamente, "Old Friends And New Friends" possiede tutto per essere un grande album.

(libera traduzione dal comunicato stampa)

 

Commenti   

#2 elfionic 2015-06-18 10:41
Condivido! Disco eccellente
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#1 Fabio C. 2015-06-18 10:37
Ordinato il disco. Berkman è un musicista splendido, criminalmente sottovalutato. Ringrazio Luca Conti che, tanti anni fa, me lo fece conoscere.
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