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Regina Carter - Ella: Accentuate the Positive

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite straniere

Su "Ella: Accentuate the Positive", uscito lo scorso 21 aprile per OKeh, la virtuosa violinista Regina Carter rivela le molteplici facciate della Fitzgerald che hanno influenzato il suo straordinario percorso in ambito musicale. A parte la title track, la Carter resiste al fascino dei più riconoscibili successi della cantante, estraendo brani dal profondo del catalogo di Ella e portandoli in superficie con distinta freschezza. 


Ella: Accentuate the PositiveCento anni dopo la sua nascita, la sempre eloquente Ella Fitzgerald continua a insegnarci lezioni. Regina Carter ha scelto questo momento per celebrare l'arte contagiosa ed inclusiva della "Prima Signora della Canzone" con gioia inaudita. "Accentuate the Positive, ho pensato che sarebbe stato il titolo perfetto considerando l'umore del paese e del mondo in questo momento", dice la Carter. "Abbiamo bisogno di qualche vibrazione positiva".
Su "Ella: Accentuate the Positive", uscito lo scorso 21 aprile per OKeh / Sony Music Masterworks, la virtuosa violinista Regina Carter rivela le molteplici facciate della Fitzgerald che hanno influenzato il suo straordinario percorso in ambito musicale. A parte la title track, la Carter resiste al fascino dei più riconoscibili successi della cantante, estraendo dei brani dal profondo del catalogo di Ella e portandoli in superficie con distinta freschezza. Il premio è ricco per l'ascoltatore.
"Una delle tante cose che adoro di Ella è come lei abbia amato la musica e non l'abbia mai inscatolata", spiega la Carter. "Ha registrato di tutto, non solo il Songbook americano: doo-wop, Stevie Wonder e Beatles, anche un po' di musica country western. Il fatto che abbia sperimentato tanti stili diversi mi ha fatto immaginare che, in questo disco, avrei dovuto porgerle rispetto prendendo la sua musica e facendone qualcosa di diverso. Sento che lei sarebbe stata d'accordo ed avrebbe sorriso".
Per realizzare la sua visione dell'album, ha trasformato le canzoni attraverso la lente del classico soul e blues degli anni '50 e '60, invitando un impressionante elenco di musicisti ed arrangiatori. La violinista è accompagnata dalla sua sezione ritmica composta dal bassista Chris Lightcap e del batterista Alvester Garnett ed è affiancata dal pianista Xavier Davis e dal chitarrista Marvin Sewell. Sia Lightcap che Sewell raddoppiano anche come arrangiatori.
Questo gruppo talentuoso è integrato dal ricercato bassista Ben Williams, dal produttore ed hit-maker Ray Angry, dalla rinomata cantante Charenee Wade e dal pianista Mike Wofford, ex direttore musicale ed accompagnatore della Fitzgerald. Due brani presentano le voci di alcuni compagni di Detroit della Carter, l'attrice e cantante Miche Braden e l'amica di lunga data e straordinaria vocalist Carla Cook, che introdusse per la prima volta Carter al violino jazz quando erano compagne di classe alla Cass Technical School.
"Quando le persone arrangiano i pezzi, le loro voci diventano parte della registrazione", dice la Carter. "Volevo avere molte voci e molti approcci stilistici su questo disco".
L'adorazione per Ella Fitzgerald è un tema che ha coinvolto tutta la carriera della violinista. Molte delle sue canzoni hanno trovato la loro strada nelle registrazioni della Carter. Per esempio, "Oh, Lady Be Good", fu registrata su "Rhythms of the Heart" del 1999, mentre “A-Tisket, A-Tasket” apparve nell'album del 2006, "I’ll Be Seeing You: A Sentimental Journey", un commovente tributo alla defunta madre della Carter.
Centrale nella scelta dei pezzi per l'album, è stata la capacità di far scattare una scintilla nella relazione tra il pubblico ed il materiale proposto, qualcosa di simile alla connessione che provò quando sentì Ella per la prima volta.
Subito dopo la performance, colorata di gospel, di Braden sul pezzo di apertura "Accentuate the Positive" arriva l'arrangiamento flessibile e funkeggiante di Williams in "Crying in the Chapel." Meglio conosciuto come una hit del gruppo R & B degli anni '50, The Orioles e registrato da chiunque da Elvis Presley a Bob Marley, la canzone era il lato B di un singolo di Ella del 1953 “When the Hands of the Clock Pray at Midnight.”. Segue dunque una versione bluesy di Lightcap di "I’ll Never Be Free”, Mentre il setoso Rhodes di Davids imposta il tono per l'arrangiamento groove di Sewell di "All My Life".
Il particolare setting in trio violino / piano / basso dello standard "Dedicated To You", permette al toccante liricismo della Carter di brillare. Mentre Angry tratta “Reach for Tomorrow” come una ballata luccicante, mentre la rudimentale versione R & B della Wade su "Undecided" illumina il riflettore sul poderoso "nonsense" vocale della Cook. Poi la Carter si accoppia con Sewell per un'intima interpretazione in duo di "Judy", la canzone che fece esplodere la carriera della Fitzgerald sul palco dell'Apollo Theater. Infine, la chitarra slide di Sewell alimenta una versione di "I'll Chase the Blues Away" che accompagna l'album alla sua chiusura.
Uno studentessa di violino sin dall'età di quattro anni la Carter, nativa di Detroit, all'inizio si concentrò sull'ascolto della musica classica. Ma una grande ricchezza di influenze si insinuò nelle sue orecchie attraverso la sua famiglia, grande amante della musica. I suoi fratelli più anziani la avvicinarono alla musica della Motown e ad altri dischi di soul, un'influenza che si può certamente ascoltare su "Accentuate the Positive". Dalla raccolta di album dei suoi genitori avrebbe estratto dei titoli a caso; un giorno un album jazz, il successivo le colonne sonore cinematografiche. Fu grazie a quel tesoro che ebbe modo di ascoltare Ella per la prima volta e subito se ne innamorò.
"Qualcosa nella sua voce mi fece sembrare come se avessi una connessione personale", ricorda la Carter. "Quando cantava, mi sentivo veramente al caldo e al sicuro, quasi una connessione materna. Sembrava proprio come l'amore."
Per Regina l'incanto continuò anche in età adulta. E' cresciuta rendendosi conto di quanta tecnica e virtuosismo fossero coinvolti nella produzione di un suono così caldo e invitante. "Da adulta, ho capito che razza di strumento avesse (Ella)," continua Carter. "Aveva una voce incredibile ed ho nutrito anche un grande rispetto per lei, oltre all'amore che avevo sempre sentito. Per anni avrei ascoltato un pezzo di Ella come prima cosa al mattino. Quello era il modo in cui volevo iniziare la mia giornata".
"Accentuate the Positive" è il risultato finale della devozione della Carter alla vita di Ella Fitzgerald. Nelle sue sincere e profondamente personali interpretazioni di queste canzoni possiamo sentire lo stesso grado di calore, di sentimento e di eleganza che ha ispirato il lavoro della leggendaria cantante, filtrate attraverso la singolare voce della Carter. E questo non è altro che positivo.

(tratto liberamente dal comunicato stampa)