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L’arte del Trio secondo Chick

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Nuove uscite straniere

Ottima annata per Chick Corea, questo 2014. Dopo “Vigil” uscito a fine 2013, ed ascrivibile al Corea elettrico, risale ad un paio di mesi or sono la pubblicazione di un doppio album in piano solo (“Portraits” - 2014) in cui rilegge alcune sue composizioni che sono entrate di diritto nella storia del Jazz mentre uscirà tra pochi giorni (9 settembre 2014) un nuovo triplo cd che documenta l’attività Live del virtuosistico trio "All Stars" con il bassista Christian Mc Bride ed il batterista Brian Blade.

Una registrazione che raccoglie brani da concerti tenuti in tutto il mondo e che esprime al meglio le direttrici date dal celebre pianista, che in una recente intervista al El Pais si è così espresso: “I miei due partner in questo trio sono maestri assoluti dei loro strumenti ed ho con loro un rapporto molto facile. Nella nostra musica c’è una sorta di continuo dare e ricevere... E’ sempre molto divertente!”
La musica diafana che il trio mette in luce, tra rifrazioni, momenti estatici ed assoli spettacolari ha nella giocosità maliziosa di Corea un tratto dominante. Trilogy vede il trio re-inventare sia composizioni classiche del pianista (come la celeberrima “Spain”) così come proporre estesi brani originali (“Piano Sonata: The Moon”) intervallandoli a capolavori senza tempo dal songbook americano, interpretati mirabilmente.
Il gruppo esegue infatti da par suo un pugno di standards arrangiati in modo fresco e originale (tra cui due pezzi di Monk) e re-immagina anche un preludio di Scriabin (“Op.11, N° 9”).
Le registrazioni tecnicamente d’altissimo livello, sono state effettuate durante i concerti tenuti a Washington, ad Oakland, e poi in Spagna, Svizzera, Austria, Slovenia, Turchia e Giappone. A Corea, McBride e Blade si sono unite alcune special guests su tre tracce: il flautista Jorge Pardo e il chitarrista Nino Josele nella data di Madrid (“My Foolish Heart” e, naturalmente, “Spain”) e la vocalist Gayle Moran Corea, moglie del pianista inserita saltuariamente in alcuni suoi progetti, presente nel concerto di Sapporo (“Someday My Prince Will Come”).
“Performances divertenti e rilassate, così come ci si può aspettare da Corea, con momenti di profonda riflessione, in cui la bellezza della musica porta inevitabilmente qualche lacrima agli occhi.” Questo è il tenore dei commenti apparsi sulla stampa dopo le esibizioni americane, puntualmente sold-out.
Corea chiama l’esperienza in trio con McBride e Blade “a joyful exploration” aggiungendo: “C’è un alchimia particolare che accade tra noi e che è molto difficile da descrivere, semplicemente accade quando noi tre suoniamo insieme, non riesco a dirlo meglio. Mi accorgo di provare con loro a fare cose che non normalmente non faccio. Il gioco della performance dal vivo -sia per un performer che per un ascoltatore- è uno dei piaceri umani più basici che esistano. Certamente per quanto mi riguarda la cosa più bella e ragguardevole che abbia mai fatto in musica è per l’appunto suonare dal vivo per un audience. E anche se l’ascolto delle registrazioni si evolve e si evolverà in mille modi, l’esperienza musicale fondamentale resterà sempre la performance dal vivo...”
Tra i nuovi pezzi spicca “Homage” un tributo al chitarrista, e genio del flamenco, Paco De Lucìa : “Questo è il mio personale omaggio alle radici musicali e culturali del flamenco così come mi sono state mostrate chiaramente dal grande Paco De Lucìa insieme a Carles Benavent, Jorge Pardo e Rubem Dantas, tutti membri delle band di Paco per vent'anni. ‘Homage’ è per così dire il mio “tocco al cappello”, un gesto di riconoscenza e di ringraziamento a lui e alla bellezza della sua cultura musicale.
La nuova composizione originale “Piano Sonata: Moon” è il brano più lungo del disco, un’epica suite di mezzora, musica dai colori caleidoscopici capace di assorbire completamente l’attenzione degli ascoltatori. “Questo è il Primo Movimento di una Sonata che ho cominciato a comporre molti anni fa, senza averla mai completata...” dice Corea “così ho pensato che sarebbe stato l'ideale “espanderla” in questa impostazione in trio visto che Christian e Brian sono così abili a leggere e interpretarne i punti più ostici. Abbiamo trascorso il tempo intrecciando le sezioni scritte con sezioni completamente improvvisate dal trio.”
Gran parte del piacere di Trilogy risiede, come accennato in precedenza, nella bellezza delle registrazioni, una sfida ardua da ottenere quando si dispone di equipaggiamenti diversi a seconda delle locations di concerti tenuti ai quattro angoli del mondo. Il risultato finale è stato ottenuto, è ancora Chick a confermarcelo “grazie alle profonde capacità tecniche ed artistiche del mio ingegnere del suono, Bernie Kirsh, un genio con cui collaboro dal 1975, quando registrammo insieme The Leprechaun. Le tecniche che ha sviluppato negli anni e il rapporto che abbiamo ha fatto si che si potesse ottenere il massimo risultato possibile in termini di qualità del suono, e sono davvero molto contento del risultato finale che è stato ottenuto.”
Il sacro fuoco arde ancora, come molti appassionati italiani hanno potuto apprezzare anche nel corso degli ultimi concerti tenuti dalle nostre parti la tastiera del fuoriclasse Armando Anthony "Chick" Corea (73 anni all’anagrafe e l’entusiasmo di un ragazzino) continua ad emozionare e coinvolgere sapientemente, e questo lavoro con un trio stellare ne è la conferma assoluta.


 

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