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Anat Cohen - Alegria Da Casa

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensioni Cd

Gli spettatori che all'ultimo Bergamo Jazz avevano tributato alla clarinettista israeliana Anat Cohen una standing ovation al termine del proprio set gradiranno senza dubbio questo lavoro appena uscito, ma inciso nel 2013, che la vede, anche se in formazione mutata, ancora alle prese con un repertorio che alterna celebri choro ad originals in samba-style.


Alegria Da CasaGli spettatori che all'ultimo Bergamo Jazz avevano tributato alla clarinettista israeliana Anat Cohen una standing ovation al termine del proprio set gradiranno senza dubbio questo lavoro appena uscito, ma inciso nel 2013, che la vede, anche se in formazione mutata, ancora alle prese con un repertorio che alterna celebri choro ad originals in samba-style.
L'abbrivio, affidato a “Murmurando”, brano del '44 di Otaviano R. Monteiro, pare seguire strade d'informale filologia, il profondo rispetto per quella scena spinge Anat a riproporla con acume e semplicità, nessuno stravolgimento, una rilettura di sobria freschezza che mette in mostra la grandezza di “choro” antichi e sedimentati nella memoria popolare.
Strumentalmente la Cohen è assai gratificante, ed il suo Trio Brazileiro, percussioni, mandolino e chitarra a sette corde, esalta il fascino della sua sonorità tesa, dai risvolti bruni, e di un fraseggio che fa della sinuosità una sorta di marchio di fabbrica.
Fondere metriche latine e stilemi jazzistici in un unico linguaggio non è di certo impresa nuova (brillano particolarmente “Sarue Latino” e la languida “Valsa Para Alicia”), ma pane per i denti di virtuosi come il chitarrista Douglas Lora, Dudu Maia ed il percussionista Alexandre Lora che c’immergono in atmosfere casalinghe, come se i quattro dialogassero seduti in un cortile, dopo che un acquazzone tropicale ha acceso i colori d’intorno.
Curioso che, ad uno dei dischi più cupi dell'anno, firmato per ECM dal fratello trombettista Avishai, arrivi sul mercato questo disco della sorellona di casa Cohen che pare esserne il contraltare in termini di solare ed intima positività, anche se l'ultimo brano in scaletta, “Anat's Lament” proposto in duo, stempera il mood dell'intero lavoro con una sottile malinconia carioca che chiude un album perfetto per le nostre amache dondolanti (e caipirinha d'ordinanza).

VALUTAZIONE: * * * *

(Courtesy of Audioreview)


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