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Rich Perry 4tet - Mood

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensioni Cd

A distanza di un anno dal convincente "Organique” con Gary Versace, il tenorista Rich Perry pubblica, come sempre per SteepleChase, un nuovo album composto da sette standards in canonico quartetto, ritrovando al suo fianco la ritmica di riferimento dell'etichetta danese (Jeff Hirschfield, sempre con le spazzole innestate, e Jay Anderson) e soprattutto lo squisito pianista Harold Danko.


MoodA distanza di un anno dal convincente "Organique” con Gary Versace, il tenorista Rich Perry pubblica, come sempre per SteepleChase, un nuovo album composto da sette standards in canonico quartetto, ritrovando al suo fianco la ritmica di riferimento dell'etichetta danese (Jeff Hirschfield, sempre con le spazzole innestate, Jay Anderson) e soprattutto lo squisito pianista Harold Danko, compare del leader in mille incisioni e in mille notti di jazz.
Proprio la notte pare essere tema dominante di un disco che non può che muoversi nel solco della miglior tradizione jazzistica moderna: la sghemba “Monk's Mood” iniziale, esposta in duo con il cantabile contrabbasso di Jay Anderson, punta dritto la versione originale del 1957 con Coltrane e Wilbur Ware, si carica di un'oscura eleganza, con il sassofono che si aggira sicuro in ogni risvolto armonico di un atipico medium tempo concepito dal genio di Monk per far germogliare meraviglie.
Il quartetto al completo entra in scena dal secondo brano, un lungo "Retour Ahead” e con questo assetto il disco fila via, con Rich Perry che, senza mai allontanarsi troppo dall'esposizione dei temi, dimostra come sia possibile accendere di luce nuova melodie che gli appassionati amano da sempre e che spesso conoscono assai bene, come nel caso dell'acidula “Everything I Love” o nella dolente versione di “All Of Me” sciorinata in chiusura con una disarmante propensione lirica sempre sostenuta da un'immaginazione fluente negli assoli, e in filigrana le figure di balladeurs come Gene Ammons e Ben Webster paiono annuire.
Nient'altro in fondo che un ennesimo disco di ballads famose, ma senza cali di tensione, limpido negli assunti e latore di una sottile grazia che tende a depositarsi sul vostro muscolo cardiaco, anche nel caso di ascoltatori scafati e rotti ad ogni asperità.
(Courtesy of AudioReview)

VALUTAZIONE: * * * *

 

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